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Ceramiche del Kenya

Dopo un bel pò di tempo che ha compreso anche un periodo di convalescenza dovuto ad un problema al ginocchio fortunatamente risolto per il meglio, eccomi di nuovo alla mia scrivania a parlare un pò di una delle mie passioni (diciamo quella che spicca di più), ovvero a parlare delle mie creazioni, della loro storia e di come nascono le idee. Poichè la mia ultimissima creazione ha riguardato un paio di orecchini con delle cermaiche particolari, oggi voglio appunto parlarvi di queste bellissime ceramiche e cosa per il momento ne è scaturito dal mio banco di lavoro. Si tratta di cermaiche artigianali prodotte in Kenya, le ho acquistate molto tempo fa in un negozio on-line che stava chiudendo. In realtà in primo luogo avevo acquistato solamente delle pietre in ceramica multicolore di forma ovale e forma quadrata. Il primo utilizzo che ne ho fatto risiede proprio in questa creazione dove la pietra del Kenya, incastonata nel rame, è la protagonista di questa collana. collane-kenyaTuttavia, all’interno del pacco che mi venne spedito, oltre alle ceramiche multicolore che avavo ordinato trovai anche altre ceramiche, probabilmente inoltrate per errore o per compensare la mancanza di altri prodotti che avevo ordinato. Queste ultime sono rimaste nel cassetto per un bel pò di tempo, forse anni. Erano finite nel dimenticatoio, finchè un giorno non mi sono capitate tra le mani. Non avevo ancora le idee ben chiare su come impiegarle, allora le misi sul banco di lavoro in attesa dell’idea giusta (questa è una tecnica che adotto molto spesso, per lo più quando mi incaponisco che devo impiegare un determinato prodotto per la creazione di qualcosa, una sorta di creatività forzata :p). In questo caso le ceramiche avevano uno stile un pò, quindi mo sono dovuta attenere allo stile e ragionare al meglio e dare un degno impiego a queste graziose pietre. Ho deciso di crearci degli orecchini che seguissero la stessa forma romboidale delle pietre e successivamente completarli con dei piccoli pendenti in ematite. Ecco il risultato:

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Per essere creatività forzata devo dire che il risultato mi ha soddisfatto molto e questi orecchini ci hanno messo davvero poco a trovare una padroncina che li adottasse… C’è da dire che non finisce qui, ho ancora parecchie ceramiche alle quali trovare una collocazione. Continuerò ad adottare la tecnica della scrivania, qualora mi venisse qualche altra buona idea.

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I miei orologi a 33 giri

Mi è capitato spesso di entrare in uno di quei negozi di gadget…avete presente quei negozi dove tutto ciò che vendono è totalmente inutile ma vorresti comunque comprare tutto o quasi!?! bhè è proprio lì che ho visto per la prima volta un orologio fatto con un vinile, ed anche se lì per lì non l’ho comprato mi ero ripromessa che quando avrei avuto una casa tutta mia me ne sarei regalato uno. Bhè diciamo che la cosa nacque e morì lì fino a che un bel giorno non ho trovato un orologio in vinile appeso a casa di un mio amico (Rix). Lui stesso lo aveva costruito da se, che poi se uno ci pensa basta comprare un meccanismo da orologio, lo infili in un vinile ed il gioco è fatto. La cosa mi ispirò e coprai dei meccanismi. Rimediai dei vecchi vinili e feci il mio primo orologio in vinile. Troppo semplice!!! E allora decisi di personalizzare, non proprio quel vinile, ma quello successivo. Come? dipingendoci sopra come se fosse una tela. Ecco il mio primo lavoro:

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il primo ad essere sacrificato è stato un vinile a 45 giri contenente musica per bambini acquistato presso un mercatino dell’usato proprio per lo scopo in questione. Ovviamente non avrei MAI sacrificato un vinile dei Pink Floyd  o dei Black Sabbath (magari averceli).

Il 45 giri risultava un pò piccolino, allora mi sono buttata sui 33 giri. Ho fatto un ordine di più vinili, questa volta nuovi al fine di evitare eventuali graffi sulla base del vinile. Ecco il mio primo 33 giri dipinto a mano

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e poi ancora:

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e ancora… Anzi no! Prima di mostrarvi questo vinile devo prima inserire una premessa, ovvero questo video da vedere ma soprattutto da ascoltare, anche perchè leggere un blog con un bel sottofondo musicale rende la lettura molto più stimolante o almeno meno noiosa (ps: non si consiglia l’ascolto agli amanti di Laura Pausini o Gigi D’Alessio 😀 ):

 

 

Ecco, adesso posso presentare il gruppo nel video, si tratta dei TOOL una band originaria di Los Angeles, un mix tra progressive, metal ed altri generi. Ora non sto qui a raccontare la storia dei TOOL (per quello c’è wikipedia), ma tuttavia consiglio spassionevolmente l’ascolto. I TOOL, oltre l’arte nella musica, esprimono arte anche attraverso delle illustrazioni che riguarda appunto l’artwork degli album. Questo ne è un esempio:

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Si tratta dell’artwork di uno degli album più famosi “Lateralus”, ma molto probabilmente non ve ne frega niente. Vengo al dunque, come si può notare, al centro del petto  e della mano dell’immagine è rappresentato un occhio “il terzo occhio”.  Ecco…ora presento il prossimo vinile:

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E’ chiaro ora che sono una grande fan dei TOOL.

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Labirinti

Ma quantomi piacciono le texture, specialmente di quegli sfondi composti da forme e geometrie che si ripetono all’infinito, hanno un non so che di psichedelico. Sono sempre andata alla ricerca di spunti per texture da poter riportare sulle mie creazioni, si quadri che orologi, ma anche bijoux. Nel mio periodo di sfogo con il decoupage avevo fatto una raccolta di stampe di texture che riportavo direttamente su elementi di legno tramite la tecnica del decoupage. Adesso ho trovato il modo di riportare le texture anche su oggetti in rame e ottone, quindi oggi, più che presentarvi un prodotto finito, volevo mostrarvi una texture riportata su degli orecchini che hanno riscosso particolare successo tra le persone che conosco, tanto che mi sono ritrovata a crearne più di una copia. Si tratta di un labirinto riportato su rame o ottone tramite la tecnica dell’incisione con acido.

Per fare questo, ho prima diesegnato un labirinto con un pennarello indelebile direttamente su due lastre di ottone. Dopodichè, proteggendo la parte sul retro degli orecchini tramite del nastro adesivo, ho immerso gli orecchini in una soluzione composta da acido cloridico ed acqua ossigenata per circa 1 ora o poco più. La composizione con l’acido ha cosi corroso la parte di ottone scoperta lasciando inalterata la parte sottostante il disegno.

 

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Una volta pulita la lastrina è apparso il labirinto in rilievo e con la patina colorata mi sono divertita a creare dei percorsi colorati all’interno di esso.

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Ad oggi ho riprodotto questa texture solamente su orecchini ma ho già in progetto anche una parure composta da bracciale più collana….vi farò sapere :)

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Orecchini romboidali in patina naturale

Oggi vi mostro questi orecchini, frutto di un esperimento che ha portato alla texture particolare riportata sugli stessi. In pratica mi sono cimentata con la tecnica di “patinatura” (si dice cosi?!?! ) a base di sale e ammoniaca.

 

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L’effetto del sale a contatto con i gas dell’ammoniaca ha portato alla creazione di questa patina color azzurro-verdognolo. Ho poi aggiunto un mezzo cristallo a goccia che riprendesse il colore della patina ed infine, per dare un tocco un pò etnico, ho aggiunto una catenina che passasse da lato a lato.

 

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Devo dire che l’esperimento è riuscito abbastanza bene…mi ritengo soddisfatta di questa piccola creazione :)

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Lucretia – la bambolina robot

Non credo conosciate il gruppo Sisters of Mercy…. si tratta di un gruppo musicale rock emerso dalla scena post-punk inglese nei primi anni ’80 e che ha raggiunto un grande successo  metà degli anni ’80. Vi starete domandando cosa c’entra tutto questo con una collana…bhè niente, semplicemente mentre stavo postando per la prima volta la foto di quasta creazione, a mente mi canticchiavo una loro canzone molto famosa “Lucretia my reflection” (molto bella, consiglio l’ascolto). Questa canzone ha ispirato il nome di questa mia ultima creazione, Vi presento  “Lucretia” la babolina robot

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Poichè il robot maschio era già stato creato (sphyro o sfyro, come lo ha chiamato la sua nuova proprietaria e collega di lavoro), mi sono buttata nella creazione della versione robotica femminile. La creazione di questo ciondolo non è stata proprio semplice, diciamo che mi ci sono dedicata la sera dopo il lavoro per circa una decina di giorni. Ogni sera mi dedicavo ad un pezzo diverso.

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Da giornale a bijoux

Non posso dire di avere uno stile in particolare, diciamo che mi piace sperimentare. Questo, un pò perchè fare sempre le solite cose mi annoia, un pò perchè mi piace afforntare nuove sfide (seppur piccole) in ambito creativo. Mi ritrovo spesso ad avere cose cose tra le mani che mi trasmettono qualcosa, cose che dovo aver seguito il loro corso di utilità andrebbero distrutte ma che in realtà potrebbero avere un’altra vita.

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Questo è il caso di un giornale, uno di quei periodici gratuiti che si trovano nei locali della città. Ciò che mi ha attratto in particolar modo è stata la copertina, cosi colorata, perfetta per realizzare dei bastoncini colorati che sarebbero poi diventati gli elementi principali di una collana o di orecchini.

 

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Realizzarli è stato molto semplice, è bastato ritagliare delle lingue di giornale da rotolare su se stesse, incollare la parte finale e poi via alla lucidatura (mini tutorial lampo :) ) .

 

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Un volo in mongolfiera

Il mio primo articolo lo dedico ad una collana che un pò mi ha fatto tornare bambina…A chi, da bambino, non è mai capitato di restare a bocca aperta quando alzando il naso al cielo si ritrovava una mongolfiera che fluttuava nell’aria, desiderando un giorno di poter stare lassù e fissare il mondo dalle nuvole?!?!? Bhè a me non è ancora capitato e neanche ci sono andata vicino, però devo dire che il desiderio di poter vedere il mondo da un’altra prospettiva non si è mai spento. Tutte queste parole per presentarvi una collana che mi piace particolarmente e che indossarla fa tornare un pò bambini:
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L’idea mi è venuta sotto Natale, un giorno rientrando da lavoro mi sono soffermata sugli addobbi di un locale vicino al mio ufficio dove come ornamento natalizio erano state appese delle mongolfiere rosse. In quell’occasione ho subito preso il mio fantastico “blocchetto delle idee” ed ho subito buttato giù uno schizzo dell’idea per la prossima collana (ho anche rischiato di sentirmi male perché come sapete bene, quando sei un passeggero di guida e ti metti a disegnare, oltre ad essere di poca compagnia, rischi pure di sentirti male perchè non guardi la strada.).

 

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Veniamo al duque, questa collana (o meglio pendente) è stata realizzata interamente in rame. I disegni nella parte superiore della mongolfiera sono stati creati tramite incisione all’acido. Le pietre pendenti sono pietre di luna naturali.